Il Magliocco dolce

Antichissimo vitigno di origine greca, il Magliocco Dolce è una delle cultivar più diffuse nei vigneti  della Calabria, dal nord al sud della regione ma anche in alcune zone della Lucania dove è conosciuto come Vujanese o Aglianico di Cassano. Diffusissimo nelle Terre di Cosenza, assume nomi diversi a seconda delle aree geografiche in cui è coltivato. Sul Pollino è detto Guarnaccia, nel Savuto Arvino, altrove Terravecchia, Merigallo, Maglioccuni, Marsigliana Greco nero… La diversità dei nomi e la convinzione dei viticoltori di allevare viti tra loro diverse è dovuta a micro selezioni locali che hanno differenziato la morfologia del grappolo (in alcune zone piccolo e senz’ali in altre allungato e con ali molto pronunciate) e originato un molteplicità di ecotipi. In tutti i casi la maturazione è tardiva, la buccia pruinosa e spessa con sfumature blu violacee. Il corredo polifenolico è ricchissimo(con tannini e antociani, specie malvidina, in grande evidenza) e dà vita a vini di buona struttura e adatti all’invecchiamento. L’acidità, specie nelle sistemazioni di alta collina, è pronunciata e persistente in maturazione. Storicamente, per problemi di classificazione, si è confuso il magliocco con il gaglioppo cirotano che è invece un’uva del tutto diversa per composizione, morfologia e corredo genetico. Chiunque, a parità di annata, metta a confronto un calice di Gaglioppo con uno di Magliocco si accorgerà della differenza: aranciato con note tendenti al mattone il primo, viola con note vagamente blu il secondo. Il magliocco è un’uva difficile da coltivare e da vinificare ma se ne si modera il vigore, se ne riduce la produzione e si vendemmia a piena maturazione (il che per le zone di alta collina può significare anche i primi di novembre) regala vini di sorprendente eleganza, fortemente mineralizzati e sapidi con sentori d’incenso e note di frutti di bosco in forte evidenza. L’importante è aspettare che la maturazione fenolica ammorbidisca la sempre esuberante carica tannica.