Intervento di trinciatura su campo di Magliocco inerbito

Una caratteristica del Magliocco è la vigoria che in terreni ricchi o  resi tali da tecniche di coltivazione può diventare  eccessiva determinando  difficoltà di allegagione, produzione fogliare eccessiva, iperproduzione. Per ovviare a questi problemi si può optare per la tecnica della non coltura con inerbimento perenne senza ricorso a erbicidi. La non coltura  con l’uso controllato di erbicidi è invece  molto usata in Francia ma, per fortuna, in Italia fatica a emergere  a causa delle limitazioni all’impiego dei principi attivi residuali imposti dai vari regolamenti di produzione.

E’ chiaro che per operare in regime d’inerbimento permanente sono necessarie condizioni di aridità non eccessive che altrimenti potrebbero rendere  la competizione per l’acqua molto spinta  e difficile da regolare.  Qualora non ci siano questi problemi, l’inerbimento offre molteplici vantaggi: resistenza all’erosione,  aumento della sostanza organica, diminuzione della densità apparente e della resistenza alla penetrazione ma si  registrano anche modificazioni positive nella composizione chimica del suolo.  In una situazione come quella dell’Alta Calabria, per coltivazioni condotte in quota collinare e in zone no troppo aride,  si riscontrano grandi vantaggi nel contenimento della vigoria a causa della maggiore competizione radicale. Ne consegue un controllo naturale della produzione che permette di limitare  al minimo indispensabile i successivi interventi di diradamento dei grappoli.

In regime di inerbimento la lavorazione meccanica del terreno è affidata unicamente alla trinciatura periodica tra le file mente lungo la fila sarebbe opportuno intervenire con pacciamatura verde per aumentare la sostanza organica, conservare l’umidità e inibire la nascita delle infestanti.