L’idea me l’ha data Teresa De Masi  rilanciando su Facebook una discussione di Gennarino.org sugli Spaghetti alla Nerano nella versione di Rimmel (è sua la foto  pubblicata in evidenza in questo articolo). Si tratta di un piatto che ha riscosso un grande successo ed è oggi conosciuto anche a livello nazionale come uno dei  più tipici della cucina campana. Inizialmente lo preparava sulla spiaggia di Nerano solo il ristorante Maria Grazia ma in poco tempo, grazie al passa parola e alle numerose barche che ormeggiavano davanti a Marina del Cantone, è diventato un piatto di moda presente sulle tavole di quasi tutti i ristoranti della penisola sorrentina e della costiera amalfitana.  Sono vermicelli conditi con zucchine tagliate a rondelle e fritte in olio evo con l’aggiunta di un mix di formaggi grattugiati resi fluidi dall’aggiunta di acqua di cottura e aromatizzati con molto basilico. Considerati gli ingredienti principali, l’origine geografica e  la localizzazione del ristorante che ne ha decretato il successo possiamo considerarlo un piatto estivo ma al di là delle apparenze non è un piatto leggero per modalità di cottura,  per contenuto calorico,  per quantità complessiva di grassi. Tradizionalmente a Nerano lo si accompagna con una caraffa di vino bianco sfuso della zona con le percoche. E’ un vino con sentori evidentissimi di zolfo (dovuti all’uso abbondante in coltivazione di zolfo elementare anti-oidio) che appunto perciò è detto zolfigno. Detto che a me questo vino, per motivi  legati alla memoria delle sere d’estate passate a Nerano, piace moltissimo si potrebbe comunque pensare a qualche abbinamento alternativo. E qui il pensiero va subito a un rosato fresco, magari con qualche anno d’affinamento sulle spalle, con sentori minerali, una buona acidità  e un’appena accennata carica tannica che riesca a sgrassare, a pulire e a rinfrescare la bocca. Più che a un rosato da breve macerazione penso a un rosato ottenuto dalla “pressatura diretta a grano tondo” (non diraspato nè pigiato) il cui contatto con le bucce avvenga esclusivamente durante il ciclo di pressatura e che perciò richiami la freschezza e la mineralità di un vino bianco ma con un tocco di struttura in più.

"bicchiere di Chiaroscuro di Terre del Gufo"

Vi consiglio di provare la ricetta di Rimmel  (Antonia) che in fatto di cucina campana di tradizione è una garanzia assoluta e merita di essere seguita sempre (come del resto tutto il forum di Gennarino.org).
Provare per credere.

Ah se andate a Nerano provate il vino zolfigno con le percoche….

La foto del piatto pubblicata in evidenza è di Teresa De Masi ed è pubblicata sugli album della sua pagina Facebook